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DROMe una linea dalla doppia personalità

di Giorgia Crescia
Una linea che sembra approdare direttamente dal futuro, tagli innovativi, minimal e pezzi decostruiti, tutto questo è marcato DROMe e caratterizza la linea Primavera Estate 2018.


Una collezione delicata e in continuo sviluppo dal forte messaggio energico, l’idea della creative director Marianna Rosati è proprio quella di trasportarci in un viaggio attraverso una dimensione più intima della realtà femminile. Si passa dalla leggerezza alla decostruzione, attraverso il minimalismo caratteristica tipica del marchio, linee cascanti, giacche con spalle sostenute, proporzioni inusuali ma anche colori delicati e trasparenti, con bianco puro come base, powder mint e lilla che fungono da sovrattoni accompagnati da accenti forti di fucsia di giallo lime e blu pavone. Giacche come origami che svelano nuove silhouette dal taglio corto, oversize, dal maschile a quello ultra femminile o genderless. La linea si arricchisce di pezzi fluidi, voluminosi, di organza crepe de chine e pelle mescolate, maniche ridisegnate con bombatura , arricciature, balze, reggiseni corazza indossati come top, nappa a profusione,  pelli liscissime e ancora layers di organza trasparente sopra e sotto i capi in pelle ed elementi vittoriani.DROMe Spring Summer 2018 women's Collection
Unico decoro della collezione è il ramage a specchio che prende la forma di rami con foglie e sottolinea le due anime della collezione, minimal e sensuale. In questa linea rientra in campo la maglieria, “della nonna”, crochet che viene accostata agli altri tessuti della collezione. Una linea che pur prendendo spunto dagli anni ’90 è fortemente innovativa, quasi futuristica e dove il dettaglio sartoriale diventa comunicazione. Per la prima volta in passerella sfilano anche scarpe e borse firmate DROMe, tacchi sagomati e sinuosi, borse di nappa di vitello bianco, geometriche e voluminose, delineate da borchie sferiche.

Una collezione di ampie vedute che utilizza il passato per creare qualcosa di moderno e futuristico attraverso riflessioni quasi psicologiche, con l’obiettivo di voler comunicare qualcosa e che fa del difetto sartoriale un elemento distintivo.

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