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Sardegna: l’abbraccio incantato di una terra calda nell’accoglienza e superba nella bellezza

di Giovanna Fusco
“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso.” (Fabrizio De André)



Nessuno di noi che sia stato almeno una volta in questa terra può dare torto ad un poeta indiscusso della musica italiana come De André: anche chi non dovesse credere nel Paradiso andando in Sardegna cambierebbe idea, ne sono sicura!

Il mio viaggio estivo quest’anno è iniziato con tantissime aspettative: sentivo parlare da sempre delle acque sarde, del mare trasparente in cui riflettersi, delle splendide e suggestive calette e non solo; del mitico porceddu, delle seadas e dell’accento inconfondibile. Beh, ho ritrovato tutto questo e molto altro. Ho scelto un periodo relativamente tranquillo e non troppo affollato, da fine giugno alla prima settimana di luglio; come zona quella di San Teodoro, in particolare Capo Coda Cavallo. Chi soggiorna qui ha come l’idea di ritrovarsi in un’altra dimensione, dove stacca per un po’ dal caos cittadino e instaura un vero e proprio dialogo con la natura, attraverso un contatto immediato e profondo. Capo Coda Cavallo è un luogo simbolo della Sardegna: si tratta di un promontorio granitico situato nella Sardegna settentrionale, nella regione della Gallura, ricco di verde, di vegetazione e di animali.Cala Brandinchi
Cala Brandinchi

Che spiagge vedere a San Teodoro? Una tra le spiagge mozzafiato da scegliere assolutamente è Cala Brandinchi, denominata la Piccola Thaiti: le sfumature dell’acqua che vanno dal verde smeraldo al turchese, passando per l’azzurro, farebbero innamorare chiunque ci mettesse piede. A ridosso della spiaggia ci sono una pineta e uno stagno, dove appassionati di birdwatching potranno ammirare aironi, fenicotteri rosa e cavalieri d’Italia. È uno spettacolo naturale che ti cattura dal primo istante! A pochi metri da Cala Brandinchi c’è la spiaggia di Salina Bamba, da me inizialmente sottovalutata a causa del tempo un po’ incerto e invece rivalutata con il sole: cambia totalmente aspetto. È un’ampia spiaggia circondata da scogli e da tanta vegetazione, molto apprezzata e frequentata da famiglie e single. In realtà anche le spiagge meno valorizzate in Sardegna sono meravigliose; si ha spesso l’imbarazzo della scelta per la grande quantità di insenature, calette, distinte l’una dall’altra ma suggestive in egual modo. Tra le tante la Cinta è forse tra le spiagge più famose di San Teodoro: per chi come me è amante della tranquillità a dire il vero non la consiglio perché, probabilmente per la sua fama o per la sua estensione, è frequentatissima in qualunque periodo e può apparire caotica, ma è sicuramente da vedere almeno una volta nella vita. Da Capo Coda Cavallo è facilmente raggiungibile in macchina in venti minuti: si giunge ad un parcheggio adiacente alla spiaggia. La Cinta si affaccia sull’area marina di Punta Coda Cavallo-isola di Tavolara: la spiaggia è attrezzata di tutti i servizi (punto informazioni, beach bar, noleggio di attrezzatura balneare), con una sabbia bianchissima e un’acqua cristallina.

Altro gioiello di questa zona è la spiaggia Lu Impostu: si trova immediatamente oltre il promontorio di Punta Aldia, che delimita il confine nord de La Cinta. Riguardo all’origine del nome ci sono varie versioni: probabilmente Lu Impostu era un luogo di scambi commerciali e imbarco merci ma oggi è una località incontaminata, consigliata a chi preferisce spiagge poco affollate e dalla vegetazione variopinta.

Infine, non si può andar via senza aver visto almeno una volta una caletta; io ero incuriosita da un piccolo paradiso naturalistico: la spiaggia di Punta Molara, da cui è possibile avere una visuale delle isole circostanti. È raggiungibile attraverso un sentiero in cui il silenzio è predominante, dove il caos non esiste e dove si ha un contatto profondo con la natura. Una volta arrivati ci si ritrova davanti ad una tale tranquillità che vorresti quasi non tornare a casa ma dormire lì, tra le rocce e ascoltare il rumore del mare. Poche persone, prevalentemente famiglie, un mare limpido e dai colori più vari: il consiglio è portare con sé una maschera subacquea per vedere le meraviglie sottomarine. Per chi ama prendere il sole ci sono così tanti scogli che si avrà l’imbarazzo della scelta su quale poggiarsi!

Dove mangiare a Capo Coda Cavallo e a San Teodoro? Mi sono impegnata particolarmente nel visitare i luoghi più buoni, caratteristici e perché no, anche belli. Ovviamente, e questo tengo a precisarlo, la Sardegna può per certi versi non essere molto economica: si sa, è una delle mete più amate, vive di turismo e per questo in estate i prezzi possono risultare particolarmente elevati. Non per questo non si può mangiare, anzi, basta trovare il luogo giusto. Se vi trovate in zona Capo Coda Cavallo vi consiglio di recarvi nella parte alta, al Blue Bar, un bar pizzeria con una vista pazzesca, un panorama magico ed emozionante. Dalla terrazza è possibile godere la vista sull’arcipelago di Tavolara e assaporare uno spritz rivisitato, della casa, con assaggini del posto. Spostandosi dal Blue Bar e scendendo nuovamente verso il centro, a pochi metri, c’è una piccola piazzola sulla destra da cui è possibile avere una panoramica intera di tutta Capo Coda Cavallo: consiglio di raggiungere questo luogo, di portare con sé una bella birra, rigorosamente Ichnusa, e di berla al tramonto.

La Sardegna non è solo porceddu ma anche pesce cucinato ottimamente: facendo varie ricerche ho scoperto un ristorante, Il Portolano, in zona Porto San Paolo, a una mezz’ora di macchina da Capo Coda Cavallo. È un ristorante davvero di classe: vista su Tavolara, tavoli in giardino, il mare attorno a te ed un servizio impeccabile. Una cena romantica in questo posto non può mancare: tra i piatti tipici da assaggiare ci sono i “maccarrones de punzu con pesto di zucchine, filetti d’orata e mandorle” e “la fregola sarda con gamberi e dressing alla lattuga”, il tutto accompagnato da un bel calice di vino bianco. Devo ammettere che i prezzi non sono bassissimi, ma è tutto comprensivo di servizio, personale che viene al tavolo per assicurarsi che tutto vada per il meglio e vista spettacolare.

Non si può andare via senza essere stati in uno degli agriturismi tipici sardi, quelli che non possono mancare in nessun itinerario degno di nota: questa è la vera chicca in cui mi sono imbattuta e che è stata probabilmente la migliore scelta che abbia fatto. Cucina fatta in casa, carni del proprio allevamento, sapori della tradizione sarda; stanze arredate con vecchi utensili appesi alle pareti, musica locale e un grande “Pinnacolo” ove assaporare in ogni angolo l’atmosfera del posto: parlo dell’Agriturismo Li Mori. Un personale attento e composto da giovani donne, vestite con abiti tradizionali e sempre attente alle esigenze del cliente: chi soggiorna in zona San Teodoro non può non fare una tappa qui, in questo posto suggestivo, quasi surreale, che ti fa addentrare in un’altra dimensione, dove vorresti che il tempo si fermasse, per poter approfittare lentamente di ogni istante. Il menù è fisso, per un totale di 35 euro a persona per gli adulti e 18 euro per i bambini, ma vi assicuro che li valgono tutti. Si inizia a cenare alle 20:30 circa ed il menù è uguale per tutti: antipasti (tutti assaggini: salumi vari, verdure sott’olio, pane carasau con ricotta aromatizzata alla menta e miele, zuppa gallurese, zucchine pastellate, frittata e crocchette di riso, melanzana e fregola sarda); primi (gnocchetti sardi al ragù, ravioli al limone ripieni di ricotta) secondo (porceddu, il famoso e tipico maialino sardo); due dolci e per finire caffè e amaro. Insomma, sembrerà di essere ad una bellissima cerimonia!

Che luoghi visitare vicino San Teodoro? Sono tanti i luoghi da vedere in Sardegna, ma prima di andar via un giro a Porto Cervo s’ha da fare. Non ho mai avuto una grande curiosità nel visitare questo posto, probabilmente perché un po’ infastidita dal lusso sfrenato, dagli yachts di ultima tecnologia, dai ristoranti ed alberghi alla portata di sola gente ricca. Ma in realtà essendo distante un’oretta da Capo Coda Cavallo ho pensato fosse giusto fare un giro. Porto Cervo è il principale centro della Costa Smeralda, luogo di villeggiatura la cui forma ricorda quella di un cervo e il cui centro è costruito su di un piano rialzato rispetto al mare. Assolutamente da vedere è la Chiesa di Stella Maris, posta su una collina che si affaccia sull’intera costa. Fu eretta intorno agli anni Settanta del Novecento: si possono ammirare il famoso campanile a cono bianco e una bellissima scultura di Pinuccio Sciola, dedicata a Papa Giovanni Paolo II. Porto Cervo si sviluppa inoltre intorno alla mitica piazzetta delle chiacchiere, realizzata dall’architetto Luigi Vietti e ricca di ristoranti, bar, mentre nel sotto-piazza si diramano le stradine animate da una sfilza di showroom, boutiques e locali notturni. Insomma, io ho scattato qualche foto ricordo, ma con la consapevolezza di essere soltanto di passaggio.

Questo e molto altro è la Sardegna: credo che non si possa non amarla, è davvero impossibile! La gente è calorosa, gentile, i luoghi sono incantevoli, il cibo è strepitoso e il mare è magico. A volte non ci rendiamo davvero conto dei gioielli italiani e ci rechiamo fuori dall’Italia nella speranza di trovare qualcosa di simile e di meno costoso: io avevo lo stesso dubbio, ma penso di poterlo sfatare. Se si vuole si può spendere il giusto e nelle giuste occasioni, privandosi magari di cene quotidiane e di shopping superfluo, e concentrandosi invece sui luoghi magici che rimarranno per sempre a tutti e di cui si può usufruire gratuitamente. I beni materiali passano, il contatto con culture e mondi diversi resta.

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