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Chanel: Métiers d’art 2018/19 Parigi – New York

di Adriana Zingone
Ogni dicembre, a partire dal 2002, Karl Lagerfeld presenta una collezione dedicata ai Métiers d’art Chanel.
Questa sfilata evidenzia il profondo dialogo creativo tra il creatore, i Métiers d’art e i produttori, consentendo di conservare un patrimonio artistico, tecnico e culturale, e anche di arricchire un crogiolo creativo, in costante fervore.


Antesignana della tutela, con l’acquisizione dei Métiers d’art cominciata nel 1985 ora riuniti sotto l’emblema “Paraffection”, Chanel è l’unica Maison che dedica una collezione Prêt-à-Porter a questo prezioso savoir-faire che contribuisce a promuovere il lusso e la moda francese in tutto il mondo.

Oggi, Paraffection riunisce ventisei Maisons d’art e produttori.Karl Lagerfeld ha scelto il Tempio di Dendur al Metropolitan Museum of Art di New York, per presentare la collezione Chanel Métiers d’art 2018/19 Parigi – New York.

Ispirato dallo spazio e dall’eccezionale savoir-faire della moda di Chanel, il designer ha fatto un’interpretazione geniale, sottile e moderna del fascino della Maison, rendendo l’Egitto un palinsesto senza tempo. “La civiltà egiziana mi ha sempre affascinato: mi ispiro a un’idea, che realizzo”, spiega Karl Lagerfeld.

Le linee sono chiare e semplici, le forme sono pure, geometriche e distinte: una forza grafica tanto cara alla grammatica stilistica della Maison. Le sagome vibrano sotto il sole, con linee ottiche quasi cinetiche. Il look è slanciato, vivace e ultra-femminile, i fianchi sottolineati da un’ampia cintura, le spalle evidenziate da un colletto di plastron. Abiti da giorno, completi e cappotti hanno un orlo leggermente più corto nella parte anteriore, che occasionalmente adotta il fascino di una gonna avvolgente.

L’oro, così caro a Gabrielle Chanel, è ovunque, con così tante varianti che diventa un colore a sé stante. Oro invecchiato e brunito dal tempo, oro abbagliante con la luce del sole, oro scintillante, oro scintillante, oro screziato, oro quasi disco da discoteca, oro tinto di bronzo.

Rispondendo allo splendore di questo oro le trame dei tweed in beige, bianco e nero rivelano colori tenui e profondi, turchese o blu lapislazzuli, arancio corallo o giallo ocra, viola scuro o rosso corallino. Le trecce sono incredibilmente delicate, intrecciate in mohair, filo d’oro e filo di cotone con perline, ricamate con piccoli quadrati di pietra in corallo o oro, o con mini piramidi di tubi color turchese, verde giada e rame, in rilievo. I cappelli, firmati dalla Maison Michel, accentuano la purezza della silhouette: navigatori ultra-moderni con visiera posteriore ripiegata in pelle dorata screpolata.

Anche la pelle diventa protagonista: punteggia le tasche e i colletti delle giacche, accentua l’arrotondamento di un orlo o gioca con le strisce sulla manica di un abito.

Il soggetto di nuove innovazioni creative, gioca con le apparenze, lavorato in rilievo, scoppiettante o stampato, assume le sembianze di coccodrillo, iguana e pitone. Proprio come le borse iconiche: la 2.55 è graffita con camelie e doppia C, la 11.12 è adornata con oro o paillettes. Per quanto riguarda le frizioni, vengono come minaudier grafici o mini piramidi.

Ogni silhouette è ricca di dettagli sottili, sublimata con grazia dagli atelier Ready-to-Wear di rue Cambon. Così, le tasche di una giacca sono nascoste sotto un drappo, le maniche degli abiti da sera si aprono come farfalle, disegnano il triangolo di una piramide in filo d’oro, o sono pieghettate dalla House of Lognon da strisce nere e dorate, facendo eco al drappeggio sopra i fianchi.

Abiti attillati a maniche lunghe in pregiata maglia bianca accompagnano mini abiti e giacche diritte o cinturate come una brezza trasparente. I ricami attirano l’attenzione sul décolleté, sulla curva di un fianco e sull’orlo di un abito, come gioielli sontuosi, che scolpiscono la silhouette.

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