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Trieste, una perla italiana.

Il fascino dell’eleganza e la profondità della cultura: Trieste, una perla italiana

di Giovanna Fusco
A volte le cose più belle accadono per puro caso.
Il mio viaggio estivo avrebbe dovuto essere completamente diverso, in un’altra meta, nazione e per un periodo differente ma si sa, i piani possono essere sconvolti drasticamente e stavolta non è andata mica male. Ho forse avuto modo di esplorare tra i luoghi più belli visti finora nella mia amata Italia e sapete quando ho pianificato questo tour? Nemmeno un mesetto fa.



Trieste è stata la prima tappa, una di quelle che non potete perdervi a mio avviso perché è un connubio di tutto ciò che si desidera da una bella città, dalla quiete, all’eleganza, alla raffinatezza, alla cultura, fino ad arrivare alla movida: non manca nulla.

In pochi giorni è possibile vederla ed innamorarsene.Arrivata affamata e stanca dopo una giornata in viaggio mi sono imbattuta in uno dei locali storici più amati della città: Buffet da Pepi, caratterizzato da una cucina che affonda le sue radici nella tradizione austro-ungarica, conservandone però la tecnica originale della cottura in caldaia delle carni di maiale, variante locale del bollito in brodo.Trieste, una perla italiana.Assaggiare le tipicità di un luogo permette di comprenderne le usanze, la cultura, le tradizioni, e così è stato. Mi sono allungata verso la celebre Piazza dell’Unità, ai piedi del colle di San Giusto, tra il Borgo Teresiano e Borgo Giuseppino. Affacciate sulla piazza si trovano tre sedi: il municipio di Trieste, il palazzo della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia e la prefettura del capoluogo. Per chi non lo sapesse la piazza, oltre ad essere la principale della città di Trieste, è anche quella più grande d’Europa sul mare, ed è spettacolare.Terminata la serata una rigenerante passeggiata lungo il Canal Grande: le luci riflesse nell’acqua e i colori meravigliosi ne fanno un quadro impressionista.

L’indomani la giornata inizia con una visita a due dei monumenti più importanti di Trieste: la Cattedrale e il Castello di San Giusto. La Cattedrale è il simbolo della religiosità cristiana della città ed è stata edificata laddove in passato sorgeva un tempio pagano dell’Antica Roma. La struttura attuale è il risultato dell’unificazione tra due chiesette preesistenti, una intitolata a S. Maria Assunta e l’altra a S. Giusto, una volta adiacenti.

L’interno della Cattedrale è affascinante ed imponente: lo sguardo si perde letteralmente tra le cinque grandi navate e i pregiati mosaici bizantini duecenteschi. È possibile salire sulla sommità del campanile affianco attraverso una scala a chiocciola da cui lo sguardo si perde su tutta Trieste. A pochi passi dalla Cattedrale si erge il Castello di San Giusto, dalle cui mura si può godere di una vista totale della città e al cui interno è oggi possibile partecipare ad eventi e spettacoli. Dalla sommità scendendo verso il centro della città non perdete l’occasione di girare tra i vicoli passando per l’antico ghetto ebraico, il quale si estende a pochi passi dal palazzo della Borsa e da Piazza Unità, la cui centralità simboleggia il ruolo raggiunto dalla Comunità ebraica di Trieste.Trieste, una perla italiana.Tra i piatti da assaggiare assolutamente non possono mancare gli gnocchi al Gulasch, tipici di queste zone: io li ho assaggiati presso il ristorante Al Petes, che propone piatti della tradizione triestina in maniera eccellente. In estate offre la possibilità di cenare sulla terrazza. Non potete andar via senza aver visitato la Risiera di San Sabba, nata inizialmente come stabilimento per la lavorazione del riso alla fine dell’800 e ricordato per essere divenuto l’unico campo di concentramento italiano munito di forno crematorio. Qualificato dai nazisti come Polizeihaftlager (campo di detenzione di polizia), assolse a tre funzioni: eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici italiani, sloveni e croati e in minima parte anche di ebrei; smistamento di deportati politici e razziali verso altri lager del Reich (in genere Dachau, Buchenwald e Mauthausen per i politici, Auschwitz e poi Bergen Belsen per gli ebrei); sito di stoccaggio di beni razziati alle comunità ebraiche del Litorale Adriatico. La visita all’interno della struttura è forte e triste, perché permette di ripercorrere con la mente ciò che a quei tempi hanno vissuto i prigionieri, ma è necessaria.

Oggi è possibile visitare la Sala delle croci, ove gli arrestati per motivi razziali e politici attendevano di essere deportati; le microcelle, ambiente dove ci si rende conto delle condizioni terribili in cui soprattutto partigiani italiani, sloveni e croati dovevano vivere per poi, molto spesso, essere eliminati, la Cella della morte, dove venivano giustiziati e, infine, il Museo e la Sala delle commemorazioni, al cui interno sono presenti audio, video e testimonianze di chi ha vissuto quei momenti.

Un ristorante storico è anche Hostaria Malcanton, caldo e informale e dalle proposte tipiche e prelibate. Ho deciso di optare per un menù a base di pesce e ho amato il baccalà mantecato e i sardoni in savor.


Nel pomeriggio, prima di lasciare l’indomani la città, una passeggiata al Castello di Miramare è l’ideale: è un palazzo da sogno che sorge sulle scogliere, dal fascino indiscutibile. Costruito tra il 1856 e il 1860 come residenza per l’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, è caratterizzato da un giardino all’inglese e uno all’italiana, ricco di piante rare, laghetti, monumenti e sculture. L’interno, invece, è composto da 20 stanze che è possibile ammirare grazie ad un percorso prestabilito. Il castello è anche noto per aver ospitato l’imperatrice Elisabetta d’Austria, famosa come la principessa Sissi.

Non perdete il prossimo articolo: viaggeremo insieme verso le Dolomiti!

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