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Venice, a pearl on water that reflects the beauty of history

Venezia, una perla sull’acqua che riflette la bellezza della storia

di Giovanna Fusco
Viaggiare
è parte di me, è in assoluto una delle cose più belle che possa fare e possa consigliare a chiunque decida di evadere dalla routine quotidiana per un po’. Dopo qualche mese dal mio ultimo viaggio in Puglia decido di visitare una meta che da sempre mi ha incuriosito, uno dei luoghi più romantici e più caratteristici che abbiamo in Italia: Venezia, la città dei canali, delle gondole, dei palazzi rinascimentali e gotici, dei mosaici bizantini, delle maschere e del cinema, una città magica, quasi fiabesca, unica al mondo.



Tre giorni a disposizione, un tempo limitato, per una curiosità e una voglia di scoprire illimitate. Bagaglio a mano, documenti, l’essenziale e via, si parte con un aereo da Napoli per arrivare in mattinata all’aeroporto Marco Polo. Vi consiglio, una volta atterrati, di scegliere tra due opzioni, entrambe comode: all’uscita dell’aeroporto potete comprare un biglietto per arrivare a Piazzale Roma in 23 minuti con un autobus navetta, acquistabile sul sito o direttamente lì, per poi scendere e proseguire con il servizio di vaporetto fornito dalla società Alilaguna, che effettua diverse fermate, tra cui Piazza San Marco, dove abbiamo alloggiato noi. Altrimenti potrete, dall’aeroporto stesso, optare per un taxi acqueo, offerto dalla Cooperativa Artigiana Radiotaxi, che vi consentirà di raggiungere la città ammirando le bellezze del paesaggio intorno ma che non è sicuramente molto economico; infine, potrete scegliere il servizio di vaporetto che, al costo di quindici euro, in un’ora e un quarto vi condurrà a Venezia.Venice, a pearl on water that reflects the beauty of historyPiazza San Marco è una delle piazze più belle ed importanti d’Italia e, per chi non ne fosse a conoscenza, è l’unico spazio urbano veneziano a cui è possibile dare l’appellativo di piazza, perché tutti gli spazi in forma di piazza a Venezia sono detti campi. È sicuramente la zona simbolo della laguna ed è composta da tre settori: la Piazza, la Piazzetta San Marco e la Piazzetta dei Leoncini. Già Napoleone definì la Piazza il più bel salotto di ricevimento d’Europa e, dopo averla vista, non si può che dargli ragione: toglie letteralmente il fiato. In origine in realtà era una zona destinata alle coltivazioni; nel 1174 il canale venne interrato e nel 1276 la piazza fu pavimentata con mattoni. Ad oggi, è il luogo di ritrovo per chiunque si rechi qui, e per tutti coloro che desiderino bere un caffè circondati da tanta bellezza. Piazza San Marco è delimitata dalle Procuratie Vecchie e Nuove al nord e al sud; la chiusura delle Procuratie Vecchie è costituita dalla Torre dell’Orologio, una torre imponente che delimita la fine della piazza a Nord. La Piazzetta San Marco, invece, si trova tra il Palazzo Ducale, anticamente anche Palazzo Dogale in quanto sede del Doge, e la Biblioteca Nazionale, una delle più importanti librerie italiane.

Il nostro Hotel, Antico Panada, si trova esattamente a due passi dalla Piazza, a 20 metri per la precisione, in uno dei vicoli storici della laguna, Calle Specchieri e dal 1889 offre agli ospiti la possibilità di soggiornare in stanze rilassanti e decorate da pregiati arredi classici e del ‘700 veneziano. Una delle cose da fare assolutamente a Venezia è camminare tra le calli, le strade che si intersecano per la città e il cui nome deriva dal latino “callis”, che significa viottolo, sentiero. Dopo una bella e rigenerante passeggiata arriva l’ora di cena e, a due minuti a piedi, arriviamo in una delle tipiche trattorie veneziane: Al Gazzettino. Devo e voglio spendere due parole per questo locale, dall’atmosfera calda, familiare, intima. Non avendo prenotato e, immaginando di dover aspettare, chiediamo gentilmente un tavolo per due, senza troppe pretese e consapevoli di dover attendere, forse anche molto: all’ingresso, invece, ci viene offerto un aperitivo di benvenuto e un assaggio di ottimi gnocchi da gustare nell’attesa. Entrati ci sediamo e facciamo due chiacchiere con il proprietario, super gentile e disponibile. Il nome “Al Gazzettino” nasce dal fatto che, gran parte dei clienti abituali erano dipendenti dell’omonima azienda, che aveva la sede non distante da lì e che ben presto divenne raduno per gondolieri e facchini. Ad oggi è gestito da Margherita, una signora veneziana e cuoca fantastica, Ridha Bennefla, proprietario dolcissimo, premuroso e garbato e del creativo figlio, Kabir, che decora tutto l’interno con i suoi disegni visibili all’interno. Ci si sente subito a proprio agio, come se fosse un posto conosciuto da sempre e questo grazie alla speciale dedizione dei proprietari e dello staff, presente e attento. Che dire poi delle pietanze: il pesce è freschissimo, delizioso. Alcuni dei piatti da provare sono gli spaghetti alla busara, tipico della cucina lagunare e conditi con una salsa preparata con scampi, aglio e pomodoro fresco, e le tagliatelle alla granseola, servite nel carapace del crostaceo. Al termine delle portate vi faranno assaggiare sempre delle ottime grappe accompagnate dai dolci tipici, i bussolai, fatti in casa dalla signora Margherita. Inutile dirvi che ci siamo ritornati!

Il giorno successivo, dopo una ricca colazione, siamo pronti per uno dei tour che avrei da sempre voluto fare: quello di Murano e Burano. I biglietti sono acquistabili al costo di venti euro in diversi angoli vicino piazza San Marco, perché sono tante le agenzie che se ne occupano, ma consiglio di acquistarli, magari online, una quindicina di giorni prima, in modo da stare tranquilli. Il tour comprende una visita tra queste isole con una guida, assolutamente necessaria per poter capire ciò che si vede: la prima tappa è Murano, un centro dai 4.500 abitanti e conosciuto da sempre per il vetro, apprezzato e amato in tutto il mondo. La storia del vetro è molto antica, risale al 1291, quando si volle che le vetrerie di Venezia fossero trasferite a Murano poiché i forni dei laboratori erano spesso causa di incendi, dato che all’epoca le costruzioni erano prevalentemente in legno. Noi approdiamo proprio dinanzi ad una fornace dove c’è ad aspettarci un antico maestro del vetro che, con grande manualità e perizia, ci mostra tutti i passaggi che danno vita alle creazioni da noi conosciute. Nello stesso edificio due piani di creazioni meravigliose: dalle lampade, ai bicchieri, alle calamite, ai monili di ogni genere; è difficile resistere al loro fascino e andarsene a mani vuote.


Da Murano ci spostiamo a Burano, magnifica isola famosa per i tetti e le case colorate e nota a tutti per l’arte del merletto: sembra quasi di essere in un’altra epoca! Giunti alla Piazza Galuppi, le proprietarie dei negozi ci invitano a prestare attenzione alle anziane signore che, con calma e tranquillità, ricamano e lavorano il merletto. Qui a Burano c’è una regola: perdersi tra le calli! Ogni viuzza è diversa dall’altra e ogni spettacolo è incantevole. Tutte le abitazioni sono perlopiù di forma quadrata e si dividono in due o tre piani; per quanto concerne il loro colore, si narra una leggenda secondo cui si dice che fossero i pescatori a dipingere così le proprie case per poterle riconoscere da lontano durante i giorni di nebbia. In ogni caso, qualunque sia la verità, ad oggi sono diventate una delle caratteristiche principali della città, che la rende suggestiva allo sguardo. Terminato il giro si ritorna a Piazza San Marco, dove vi consiglio di fare una passeggiata rilassante e arrivare fino al Ponte di Rialto, uno dei quattro ponti che attraversa il Canal Grande, e di prendere un bell’aperitivo con i famosi cicchetti veneziani, simili alle tapas, da gustare accanto ad uno spritz.

Il terzo e ultimo giorno non può mancare un giro in uno dei meravigliosi luoghi che contraddistinguono Venezia: la Libreria Acqua Alta, una delle più famose librerie del mondo. È un angolo di creatività, cultura, genialità, che nasce nel 2004 dall’idea di Luigi Frizzo, vicentino di origine ma veneziano di adozione. All’interno, a riempire il tutto, si trovano vasche, gondole, canoe e una meravigliosa scala di libri. Per realizzare quest’ultima idea non sono stati maltrattati i manuali, ma riciclati, in quanto ognuno di essi sarebbe stato buttato via. All’uscita di emergenza un altro scorcio da brividi: una finestra sui canali con sedie e divanetto per poter osservare ad un millimetro da voi lo spettacolo della marea. La libreria, che ha sede in Calle Lunga Santa Maria Formosa, è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20.

Purtroppo i giorni sono volati, ma sono stati indimenticabili: quante bellezze abbiamo in Italia e quante cose spesso trascuriamo per la voglia di andare altrove, quando invece spesso le meraviglie sono a due passi da noi. Anche Venezia, come tanti altri luoghi magici d’Italia, rappresenta un vero e proprio gioiellino, da preservare ed apprezzare, perché unica al mondo.

Anche stavolta sono tornata felice per quello che ho conosciuto e ancora più consapevole di come il viaggio sia una grande scuola di umiltà e di apertura alle altre culture, forse l’unica che fa imparare senza annoiare.

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